“Trans-Europ Express” (Fr. 1966) di Alain Robbe-Grillet

Cinema sul cinema: costruire un film

(nicola raffaetà) Trans-Europ-Express è il secondo film di Alain Robbe-Grillet del 1966 che vede per la prima volta come attore protagonista nei suoi film Jean-Luis Trintignan e che ritroveremo nel famoso L’uomo che mente e Spostamenti progressivi del piacere.
Trans-Europe-Express è un film di gangster, ma soprattutto è un film sul cinema e sulla creatività narrativa.Il regista cinematografico Jean si trova in viaggio in treno assieme alla sua segretaria di edizione Lucette e a un altro assistente, di fronte a loro un magnetofono, i tre sono impegnati a creare la storia di un film che si dovrà chiamare Trans-Europ-Expres. Sin dall’inizio il meta-cinema è protagonista di questa pellicola che, attraverso i salti temporali, ritorni alla “realtà”, errori di distrazione, come nel primo film di cui abbiamo già parlato, L’immortale, ci pone di fronte all’impero della mente, questa volta in maniera più semplice e meno frammentata e questo proprio grazie al fatto che i tre cineasti sono presi nella creazione di una storia cinematografica, quindi la mente deve seguire per forza di cose una certa linearità, o quanto meno ci prova.


Protagonista del film in fase di creazione è Jean-Luis Trintignan che sale sul treno e si siede momentaneamente accanto ai tre i quali lo riconoscono e subito si immaginano che il protagonista dal nome Elias possa essere interpretato proprio da lui.Elias lavora per una grossa organizzazione a delinquere che lucra nello spaccio della droga, lui è appena un principiante e sin dall’inizio del film viene messo a dura prova attraverso piccole trappole che riesce sempre a superare fino a conquistarsi la fiducia dell’organizzazione. Conosce una donna, una prostituta di nome Eva, con la quale sin dall’inizio instaura un rapporto sado-erotico, tema che Grillet, in maniera più velata, tocca già nel suo primo film L’immortale.
Interessanti le scene di sesso che, per la loro frammentazione, a volte è ripresa una mano, a volte la bocca della donna, a volte un piede o un braccio: prende a piene mani dall’insegnamento del maestro Jean-Luc Godard e del suo film Une femme mariée uscito due anni prima, nel 1964.
Più tardi Elias scopre che Eva lavora per l’organizzazione.
Il confine tra arte e realtà è molto labile e percorre bene o male tutto il film, anche se con il passare del tempo e lo strutturarsi della storia, la narrazione filmica prende il sopravvento sulla creazione della stessa da parte del regista e dei suoi assistenti sul treno, fino al finale in cui si scopre che, la storia che stanno inventando, è accaduta anche nella realtà; dove si trova il confine tra l’arte e la vita? E la mente può creare la realtà che la circonda, o quantomeno condizionarla tramite un pensiero forte e ripetitivo?
Grillet ancora ci pone di fronte al funzionamento mentale senza darci risposte definitive o dirette, ma è normale, in quanto certe risposte non sono semplici e a volte non si potranno mai conoscere.
Nonostante sia un buon film, non ha la forza e la potenza esistenziale del precedente film, molto più coinvolgente, ma di sicuro è un pezzo del puzzle dell’opera di Grillet che non si può assolutamente perdere.

Film di Alain Robbe-Grillet recensiti su Rive Gauche – Film e critica

L’immortale (1963): https://wp.me/p3zdK0-4VW
Trans-Europ Express (1966): https://wp.me/p3zdK0-4WV