“Anna” (Fr. 2019) di Luc Besson – con trailer in italiano.

Un nuovo risoluto personaggio femminile nella galleria di Besson

(marino demata) Luc Besson è stato, ed è tuttora, uno dei personaggi più contrastati del cinema francese e internazionale. Osannato in Francia ed in Europa per opere di indubbio valore, come Subway, Nikita, Leon, riesce ad incontrare gusti e tendenze del pubblico americano con Il Quinto elemento, interpretato da un Bruce Willis in stato di grazia, fiancheggiato con grande professionalità dal sempre ottimo Gary Oldman, diventa uno dei film europei più gettonato e più amato in America.
Besson ci ha anche abituati, nei suoi film, ad una ampia galleria di personaggi femminili, non tutti ben riusciti alla stessa maniera, ma generalmente molto efficaci perché i ruoli sono spesso ritagliati proprio sulle caratteristiche delle attrici impiegate. E queste ultime molto spesso hanno avuto implicazioni nella vita privata del regista. Così Anne Parillaud, protagonista di Nikita, era all’epoca del film sua moglie da alcuni anni; alla nuova e giovanissima moglie Maïwenn offrirà due ruoli in altrettanti film; mentre la sua terza moglie, Milla Jovovich, diventerà protagonista di Giovanna d’Arco.
Più in generale, possiamo dire che Luc Besson è stato, cinematograficamente parlando, sempre molto attratto dai personaggi femminili, sempre molto forti e risoluti, nelle sue storie. Tali erano il personaggio di Leeloo interpretata da Milla Jovovich ne Il Quinto Elemento, ed anche a Rie Rassmussen del più recente Angel-A. Tutte donne forti e risolute, e che hanno, come caratteristica comune, la capacità di accrescere la loro forza in virtù dello svolgimento degli eventi che accadono loro.
E’ il caso anche del personaggio di Lucy, un film di indubbio interesse, interpretato da Scarlett Johansson.
Ed è il caso della sua nuova star,  Sasha Luss, attrice russa utilizzata da Besson in una ruolo minore in Valerian e la città dei mille pianeti, ma poi straordinaria protagonista del film Anna, dove, da venditrice di matrioske in uno dei mercatini di Mosca, viene individuata da uno scopritori di talenti che possano tornare utili al KGB, per un addestramento che la porti ad azioni cruente, al fine di eliminare nemici del sistema. La prima missione sarà a Parigi, dove Anna svolgerà il ruolo di modella, come copertura per le sue azioni, che presto scopriremo violente e risolute. Tra l’altro, nella vita reale, Sasha Luss ha lavorato effettivamente come modella, riuscendovi con successo.
Il “tutor” del KGB, Alex (Luke Evans), la mette in contatto con una delle menti più lucide del sistema, il capo dipartimento Olga (Helen Mirren). Entrambi rassicurano Anna che, dopo cinque anni di lavoro per il KGB otterrà il pensionamento ultra-anticipato e la capacità di disporre autonomamente della propria vita. Fino a quel momento, però, Anna è una pedina nella scacchiera del KGB, proprio come quelle pedine che lei stessa – vera e propria campionessa di scacchi – sa utilizzare per battere perfino Olga, in alcune memorabili partite, col fatidico “scacco matto”.

Una mossa che in effetti sembra  aver in serbo Anna, che viene tallonata da Lenny Mirren (Cillian Murphy), agente della Cia, che vorrebbe portarla sulla propria sponda. Se questo schema non rappresenta una novità per i film di spionaggio riferiti all’epoca della guerra fredda, Besson vi inserisce, con una buona dose di anacronismo, scene di azione e vari ingredienti per rendere più attraente il quadro di insieme. Ed effettivamente Anna se la cava egregiamente nelle due violente e dinamiche scene di azione principali, tra le quali spicca quella all’interno di un ristorante, che termina con un vero e proprio massacro da parte dell’eroina.
Nel corso della narrazione, Besson va avanti e indietro nel tempo e, pertanto, nel corso dello svolgimento, la storia si interrompe con una didascalia “Tre mesi prima”, oppure “un anno prima” e così via. Siccome questa operazione avviene circa ogni quarto d’ora dello svolgimento del film, la cosa per lo spettatore diventa abbastanza snervante e spiazzante per seguire la trama. Lo scopo di questa operazione è quello di fornire compiute spiegazioni su determinate azioni del film, andando a momenti passati. Probabilmente lo stratagemma, nelle intenzioni del regista, è quello di rendere meno banale la trama rispetto ad uno svolgimento semplicemente cronologico. Ma allora bisogna dire che è lo scopo stesso che condanna l’operazione cinematografica, perché con questo il regista è come se ci confessasse di aver scritto una storia ripetitiva di altre storie della guerra fredda, che, per diventare attraente, deve essere frammentata andando avanti e indietro nel tempo. È un’operazione che decisamente non riesce nel suo intento. La trama diventa inutilmente più ingarbugliata, senza acquistare nessun interesse aggiuntivo e nessuna bellezza.
Restano come dati positivi la bravura e l’agilità della protagonista nelle scene d’azione e la solita grande interpretazione di Helen Mirren, che riesce a costruire un altro importante personaggio nella sua galleria di interpretazioni memorabili.

Film di Besson recensiti su Rive Gauche – Film e critica:

Lucy (2014): https://wp.me/p3zdK0-Ql
Anna /2019): https://wp.me/p3zdK0-4Zw