“China girl” (Usa 1987) di Abel Ferrara

Non c’è pace nelle notti tra Chinatown e Little Italy!

(marino demata) Dopo Paura a Manhattan, Abel Ferrara, e dopo l’intermezzo di due episodi di Miami Vice da lui diretti, ritorna ancora sui suoi passi con China girl, nella New York notturna, dalle luci a neon sfavillanti e dai vicoli bui dove tutto può succedere. Ma questa volta, rispetto al film precedente, cambia zona e si porta nelle vicine aree popolate dai cinesi e dagli italiani: rispettivamente Chinatown e Little Italy. Le due aree sono separate da una sorta di terra di nessuno, Canal street, che è il confine tra le due etnie. Per antica tacita convenzione, spesso rinverdita dagli incontri tra gli stati maggiori delle due etnie, sarebbe da evitare lo sconfinamento tra l’una e l’altra area, soprattutto se ci sono liti in corso o elementi che possano turbare il fair play reciproco.
È proprio quello che succede! Intanto una novità è costituita dalla nascita di un nuovo negozio cinese proprio all’inizio di Little Italy: la gente assiste incredula alla sostituzione delle insegne italiane con quelle cinesi e ai giovani ribolle il sangue a vedere cinesi nel proprio “territorio”.
Il film segue due filoni tra loro intrecciati: la guerra tra i due quartieri e le due etnie, e la storia d’amore tra un ragazzo italiano, Tony, che lavora nella pizzeria di famiglia (Richard Panebianco) ed una ragazza cinese, Tye (Sari Chang). I due ragazzi si incontrano e si conoscono in un club neutrale, ballano a lungo insieme davanti agli occhi di un gruppo di giovano cinesi che disapprovano il comportamento dei due giovani. Al punto che vorrebbero vendicare l’affronto subìto e dare una lezione al ragazzo italiano. Il risultato è un inseguimento di massa al ragazzo che tenta disperatamente di fuggire.

È un inseguimento spettacolarmente lungo ed è un indubbio pezzo di bravura di Abel Ferrara. La ragazza ha anche un fratello che vuole a tutti i costi impedire che i due giovani si rivedano. E, a mano a mano che il film va avanti, la storia dei due innamorati prende sempre più le sembianze di un moderno Romeo e Giulietta, dove le due famiglie veronesi rivali vengono sostituite dalle due etnie nemiche.
Ma il conflitto non è così netto tra le popolazioni vicine: al contMearario, sia tra i cinesi, che tra gli italiani, ci sono persone di buon senso, perlopiù anziani, che vogliono che si ristabilisca subito la pace tra i due quartieri vicini: uno stato continuo di guerra, infatti, non aiuta il buon andamento dei loschi affari nei quali sono impegnati entrambi. Bisogna dunque impedire che le teste calde da una parte e dall’altra predano il sopravvento.
Merito di Abel Ferrara è dunque quello di aver creato una dialettica che non procede a blocchi contrapposti, ma che invece vive di dinamiche interne che rendono più movimentato e interessante lo spettacolo, che comunque presenta scene di efferata violenza, visto che la posta in gioco è molto alta.
Nel frattempo la storia d’amore tra i moderni Romeo e Giulietta va vanti con scene molto romantiche tra i due ragazzi.
Non manca anche la festa a Little Italy, dove Ferrara segue un po’ la falsariga di Mean streets di Martin Scorsese, uscito pochi anni prima: gli ingredienti principali sono la banda e la processione, le bandiere, insomma la festa. Solo che il nottambulo Abel Ferrara sposta la festa di notte, mentre Scorsese la aveva fatta svolgere di giorno. Ma conosciamo Abel Ferrara come tipico amante della notte, così come in Paura a Manhattan, ed anche qui non si smentisce. E in questo paesaggio notturno della New York degli anni ’80 impazzano le luci a neon, con prevalenza per il blue, che si staglia sul paesaggio urbano nero e notturno.
Abel Ferrara si accredita  sempre più come il re della New York notturna. E non è finita qui….

Film di Abel Ferrara recensiti su Rive Gauche – Film e critica:

Fear city / Paura a Manhattan (1984): https://wp.me/p3zdK0-4Xc
China girl (1987): https://wp.me/p3zdK0-50U
Il cattivo tenente (1992): https://wp.me/p3zdK0-4G4