“Notizie dal mondo” (Usa 2020) di Paul Greengrass (con trailer ital.)

Come può essere bello leggere ai contadini semianalfabeti le notizie dal mondo

(antonia del sambro)  Paulette Jiles nel 2016 dà alle stampe News of word, romanzo dal sapore retrò che conquista in modo del tutto inaspettato proprio i lettori più giovani, diventando un vero e proprio caso letterario ricordando alle vecchie generazioni da chi è stata fatta l’America e in che modo, e istruendo le nuove sull’importanza di valori quali la solidarietà e l’aiuto anche tra perfetti sconosciuti. Quattro anni dopo Paul Greengrass viene chiamato dalla Century Fox, che aveva acquisito i diritti cinematografici del libro già dal 2017, e si ritrova tra le mani un prodotto che sulla carta appare già vincente e con un attore protagonista da Oscar o da Golden globe come Tom Hanks. Il risultato è una pellicola dalla grande architettura e dall’ampio respiro come non se ne facevano da tempo a Hollywood e dal messaggio sociale importante e politicamente corretto. Un messaggio che è quasi un proclama in grado di far applaudire anche gli spettatori dall’altra parte dell’Oceano. Quegli stessi spettatori che quasi sempre sono soliti storcere il naso quando si tratta di apprezzare sceneggiature che parlano di guerra di Secessione, di Stati Confederati, di supremazia bianca, di nativi americani cacciati brutalmente da territori che gli appartenevano da sempre, di guerra di tutti contro tutti per accaparrarsi la terra, coltivarla, e realizzare il sogno americano. Ma News of word è esattamente tutto il contrario di una pellicola che vuole celebrare la supremazia bianca, gli Stati Confederati, lo sterminio dei nativi americani e l’egoismo fine a sé stesso. Il libro di Jiles e poi la bella pellicola di Greengrass si fondano infatti sulla generosità di un uomo che ha subito una grave perdita personale, che ha servito l’esercito, che conosce benissimo il territorio del Texas e le immense praterie americane e che durante i suoi spostamenti, dovuti al nuovo lavoro che lo porta di città in città a leggere ai contadini semianalfabeti le notizie dal mondo su quotidiani che lui acquista di volta in volta, incontra una spaventatissima bambina, una ragazzina che nonostante la giovane età sembra portare sulle sue piccole spalle il peso di sciagure più grandi di lei. E così il capitano Kidd, ex combattente dell’esercito confederato e uomo di grande solitudine e angoscia personale, riconosce negli occhi della bambina un dolore familiare che lo accomuna subito a lei e che gliela fa amare immediatamente.

La piccolina è arrivata dalla Germania con la sua famiglia per stabilirsi nelle immense praterie del nuovo mondo e lavorare la terra, come altre migliaia di affamati che raggiungevano l’America dall’altra parte dell’Oceano per trovare un briciolo di fortuna e di stabilità economica rompendosi la schiena su terre difficili e ingrate. Però è la meta dell’Ottocento e l’America deve fare i conti con una guerra civile spaventosa, con l’eterna lotta di conquista delle terre dei nativi, e con una propensione al razzismo e all’individualismo che miete più vittime delle stesse pallottole. La piccola Joanne è una di queste vittime. Orfana di genitori naturali sterminati dai nativi che volevano rimpossessarsi delle loro terre e successivamente orfana dei nativi che l’avevano cresciuta, sterminati a loro volta dall’esercito americano. Tutto questo racconta il libro di Jiles e tutto questo con una poetica incisiva, una narrazione registica dai tempi lentissimi, e una fotografia da colossal hollywoodiano degli anni Cinquanta, racconta la pellicola di Greengrass. Un film potente perché non strizza l’occhio a nessuno, perché se ne infischia dell’azione e dei tempi di reazione degli spettatori moderni al racconto cinematografico della vecchia scuola, quello che vuole e insiste sulla dilatazione del tempo, che fa del politicamente corretto la sua cifra stilistica e che tra cowboy fuorilegge, coloni europei dal cuore indurito, nativi americani ridotti allo stremo ed epidemie di colera che falciano vite in piccole cittadine del Texas rurale, vuole pervicacemente ribadire che anche il cinema può e deve essere educativo. Che quelle cose successe nel 1870 non è detto affatto che non possano ritornare ad accadere. Che la guerra tra poveri è una costante dell’umanità e che spetta a noi, alla nostra etica, alla nostra morale ricacciare indietro le tenebre quando esse si presentano. Proprio come fa il capitano Kidd con la piccola Joanne.
Il film è tra le novità Netflix di questa stagione.
Buona visione rivegaucherini. Alla prossima.