“Una relazione privata” (Fr. 1999) di Frèdèric Fonteyne

Un sito di incontri privati e una inusuale inserzione.

(marino demata) Il titolo italiano del film francese di cui parliamo questa sera, Una relazione privata, di Frèdèric Fonteyne, sembra essere più aderente alla narrazione rispetto al titolo originario: caso rarissimo! Infatti, il titolo francese, Une liaison pornographique, pur essendo preso direttamente dal film, e, in particolare, dall’inserzione che la protagonista ha pubblicato su una rivista di incontri, tuttavia non rispecchia l’andamento della trama né, tanto meno, quello che si  vede nel corso del film e ha sicuramente l’effetto di fuorviare il pubblico.
I due attori principali interpretano “Lei” (Nathalie Baye) e “Lui” (Sergi Lopez). Non conosceremo mai i nomi dei due personaggi, come nulla conosceremo delle loro singole vite private. Il film inizia dalla fine, quando la relazione tra i due amanti è terminata per reciproca e concordata decisione. Lei acconsente ad essere intervistata sull’inserzione che ha pubblicato sulla rivista di incontri, un’inserzione abbastanza inconsueta, nella quale Lei dichiara di cercare un partner per avere incontri occasionali che soddisfino le proprie fantasie erotiche. Alla domanda dell’intervistatrice di che genere di fantasie si tratti, Lei, con garbo e gentilezza, rifiuta di rispondere. La stessa domanda, in un momento diverso viene posta a Lui, che dice di non voler rispondere a tale domanda nemmeno sotto tortura.
Qui comincia allora il flashback del loro primo incontro in un bar. Sono seduti l’uno di fronte all’altra. Già nei messaggi che si sono scambiati hanno preso l’accordo di non voler sapere nulla l’uno dell’altro, se sono sposati o meno, come si chiamano, quale è la loro età. Tutti questi particolari devono restare fuori dalla loro relazione.
Sono due persone normali, di quelle che potresti incontrare in un bar o in un negozio in qualsiasi momento. Entrambi sono sulla quarantina, ma lui sembra un po’ più giovane. Lei veste in maniera elegante ma non vistosa, lui è più sportivo e la camicia leggermente aperta lascia intravedere i peli. E infatti lei gli fa una domanda su questo particolare e sulla sua altezza. È tutto quello che vuole sapere di lui. Poco dopo gli dice di aver prenotato una camera un albergo nelle vicinanze. Lui rimane un po’ sorpreso di tanta tempestività. Per un attimo appare un po’ contrariato.

Il lungo corridoio col tappeto rosso porta in fondo alla camera numero 118. Entrano nella camera, chiudono la porta e la macchina da presa rimane lì, fuori la porta chiusa, lasciando forse lo  spettatore un po’ deluso, perché, forse, avrebbe voluto essere presente per scoprire il mistero delle fantasie erotiche che Lei aveva il desiderio di soddisfare. Un mistero che non sarà mai svelato e che ricorda la scatolina il cui contenuto il cinese fa vedere a Catherine Deneuve in Belle de jour, entro la quale doveva esserci la raffigurazione di un modo di fare l’amore che la protagonista decisamente rifiuta. Nel caso di Una relazione privata non c’è nessun rifiuto perché il reciproco consenso era stato ben concordato dai messaggi che Lei e Lui si erano scambiati prima di vedersi. Comunque in entrambi i casi lo spettatore resta all’oscuro sull’oggetto della proposta.
I due amanti commentano positivamente il loro incontro e lo definiscono completamente soddisfacente.
Decidono di vedersi ogni giovedì. Solo una volta, su richiesta di Lei, si vedono un giovedì per due volte, la mattina e la sera. Dietro quella porta chiusa, come da intesa, si lasciamo i loro due mondi personali. Nessun evento potrebbe distoglierli dalle modalità dell’incontro che hanno stabilito. Solo una volta un vecchio signore tenta di entrare nella loro camera, ma si scusa di aver sbagliato. Poco dopo Lei e Lui, da rumori esterni, si rendono conto che il vecchio signore sta male. Escono dalla camera e si prendono cura di lui, portandolo al vicino ospedale dove fanno conoscenza dell’anziana moglie, che, disperata, confida di volersi uccidere. Si tratta solo di un piccolo casuale incontro col resto della realtà, della vita. Dall’ospedale Lui propone di darle un passaggio, ma lei rifiuta.
Eppure lo spettatore riuscirà una volta ad entrare in camera assieme  ai nostri due protagonisti: al bar Lei propone a lui di fare almeno per una volta l’amore nel modo tradizionale. La macchina da presa indugia molto su questo incontro un po’ eccezionale, che rappresenta un piccolo diversivo rispetto a tutti gli altri e rimane sull’immagine della coppia e poi, con due primi piani, su Lui e Lei fino al termine del rapporto.
I due attori sono assolutamente convincenti e a volte straordinari. Ma, in particolare, l’interpretazione di Nathalie Bayle è un gradino più in alto. Non trapela nessun imbarazzo, ma una disinvoltura da attrice veramente strepitosa. Il film è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia del 1999, dove, non a caso, l’attrice conquista la Coppa Volpi quale migliore attrice della Mostra.