“RockNRolla” (UK 2008) di Guy Ritchie

Che fine hanno fatto 7 milioni di sterline e un quadro famoso? Nessuno li trova!

(marino demata) Guy Ritchie, dopo gli esordi assolutamente positivi con i due gangster movie umoristici Lock, Stock and Two Smoking Barrels e Snatch, era andato incontro ad un paio di grosse delusioni: il vero e proprio fiasco con Travolti dal destino, remake del bel film della nostra Wertmuller, che vede come protagonista Madonna, con la quale era sposato in quel periodo, e Revolver, un altro quasi-fiasco prodotto da Luc Besson. Queste evidenti criticità convincono il nostro regista a ritornare alle origini, avendo compreso che le gesta criminali delle periferie di Londra costituiscono evidentemente l’humus migliore nel dal quale esprimere il proprio talento. Nasce così l’idea di un terzo capitolo del gangster movie fracassone e umoristico, col quale riuscirà ad avere di nuovo i favori del pubblico, pur senzaraggiungere i livelli, difficilmente raggiungibili, dei primi due film (ci riuscirà, invece in pieno col recente The Gentlemen).
La variabile in questo film rispetto alle due opere di esordio, è data dalla presenza massiccia della mafia russa, assieme (o decisamente contro) a quella inglese.
Tracciare, come è nostroi solito, la parte iniziale della trama di questo film è impresa veramente ardua. Lo era, per la verità, anche per i primi due film, ma in  parte ci siamo riusciti. Qui è veramente dura. Questo perché, come al solito, molti sono i personaggi e molte le sotto storie che ti fanno a volte perdere il senso della storia principale. Inoltre, le bande che si confrontano sono numerose, con numerosi membri e tante sono le circostanze che le rendono reciprocamente intrecciate. E allora, anche per non fuorviare i nostri amici lettori/spettatori, preferiamo fare un rapido accenno al tema iniziale e qualce divagazione sui personaggi.
Il campo criminale qui prescelto da Ritchie è quello immobiliare, ove la Mafia russa sembra trovare nel Regno Unito una buona forma di attività speculativa. Il boss russo di turno Yuri Omovich (Karel Roden) sa a chi rivolgersi: il faccendiere specializzato in campo immobiliare Lenny Cole (Tom Wilkinson), al quale promette sette milioni di sterline in cambio di una licenza edilizia. Per quest’ultima Lenny sa bene a chi rivolgersi: l’assessore competente che potrebbe così intascare una lauta mazzetta per il positivo compimento dell’iter burocratico negli uffici edilizi. Allo stesso tempo, Yuri, in segno di (naturalmente finta) amicizia, offre a Lenny un prezioso quadro in prestito, che Lenny accetta come un pegno.

Questo, dunque, è il punto di partenza, ma ben presto le cose si ingarbugliano con l’ingresso in campo di altri sinistri personaggi. Innanzitutto, l’unica donna tra gli interpreti principali del film, Stella (Thandie Newton), l’amministratrice della banda russa, la quale avrà un ruolo importante nell’intera vicenda. Poi troviamo i membri della banda detta del “Mucchio selvaggio”, nella quale spiccano i due intraprendenti capi, Mumbles (Idris Elba) e OneTwo (Gerard Butler). Ballano, tra questi personaggi finora elencati i sette milioni di sterline, che si materializzano e poi spariscono, creando seri dispiacere a più di uno dei vari personaggi. Ma a sparire non sono soltanto i 7 milioni di sterline, ma anche il famoso quadro che il russo ha dato in prestito a Lenny e che quest’ultimo non riesce più a trovare né sulla parete di casa, dove amava contemplarlo estasiato, né, naturalmente,  in nessun altro luogo.
Ecco, possiamo sicuramente affermare che le vicende chiassose, ingarbugliate e anche sicuramente umoristiche del film ruotano tutte attorno a queste due improvviste scomparse: i sette milioni di sterline e il famoso quadro. Che fine abbiano fatto sterline e quadro sono altrettanti misteri che lasciamo scoprire ai nostri amici che sono in tempo a recuperare questo film su Netflix, dove è attualmente in programmazione.
Certo è che gli imbrogli e le truffe sono così reciproche e così intrecciate che lo stesso regista sente il bisogno di aiutare il pubblico attraverso una voce narrante fuori campo che offre alcune spiegazioni della dinamica delle situazioni e dei personaggi.
Per ciò che riguarda lo strano titolo del film, RockNRolla (così viene scritto nelle locandine, con due maiuscole nel centro), è un termine dialettale in uso nell’East End londinese per indicare, ovviamente, Rock and Roll, e sta indicare il tipo veramente molto “smart”, capace di fare i propri interessi senza tanto chiasso e senza lasciare tante prove in giro.
Sappiamo bene che Ritchie conosce bene e ama le differenti parlate dialettali e non solo quelle londinesi. Ha fatto epoca lo stretto idioma irlandese che caratterizza la vivacissima interpretazione di Brad Pitt in Snatch. E dunque anche quisfoggia vari accenti delle periferie londinesi. Purtroppo, di tali particolarità non si divertiranno quelli, tra il pubblico di Netflix, che sceglieranno di vedere il film col doppiaggio in italiano. Vi assicuro che si perde molto del film, anche se non si conosce bene l’inglese. Scelta dei bran musicali, come sempre nei film di Ritchie, da sballo!
La critica americana non ha gradito molto questo film e, in qualche caso, sembra non averne colta in fondo la logica. La verità è che il gangster movie americano, anche se ha recentemente ammorbidito i toni e accettato intrusioni umoristiche, mai potrà arrivare alla completa trasformazione del genere in divertimento allo stato puro, come RockNRolla, se gli perdonate alcune lungaggini, merita di essere definito.

Film di Guy Ritchie su Rive Gauche – Film e critica:

Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1988): https://wp.me/p3zdK0-4YD
Snatch (2000): https://wp.me/p3zdK0-4Wl
RockNRolla (2008): https://wp.me/p3zdK0-53x
The man from UNCLE (2015): https://wp.me/p3zdK0-51y
The gentlemen (2020): https://wp.me/p3zdK0-4Ow