“Snowpiercer” (Usa 2020) – Serie TV Ideatore Graeme Manson

Dimenticate la fantascienza e lasciatevi trasportare dalle emozioni

(antonia del sambro) Sì, è una serie distopica. Sì, il futuro di cui narra è post apocalittico. Sì, qualcuno potrebbe definirlo quasi un lavoro di fantascienza, e forse non sbaglierebbe perché Snowpiercer inizia da tutto questo. Dai fumetti francesi diventati famosi in tutto il mondo e che partivano da una distopia che presentava una umanità vittima di sé stessa e delle conseguenze catastrofistiche del suo sciagurato operato, ma la serie è molto di più e va molto oltre la semplice definizione di genere. È vero che il successo della graphic novel francese come prima cosa aveva generato il film del 2013 del regista coreano Bong Joon-ho, di cui trovate la recensione proprio qui su Rive Gauche, ma la pellicola pur appassionando gli spettatori di genere, non ha mai raggiunto un successo davvero globale.
Un successo che, invece, è toccato alla serie Snowpiercer che vede come direttore esecutivo proprio il regista coreano Joon-ho e la produzione internazionale firmata Netflix. Due stagioni da guardare tutte di un fiato sulla piattaforma on demand e che tra il 2020 e il 2021 ha tenuto e continua a tenere incollati allo schermo milioni di spettatori. Il segreto? A differenza della pellicola del 2013 che si poneva essenzialmente come film di genere e forse abusava eccessivamente di effetti speciali e di una poetica registica per pochi eletti, la serie Netflix è cinema vero, puro, artistico. Con dei movimenti di macchina precisi, una regia alla vecchia maniera che crede ancora nell’efficacia dei primi piani per raccontare una storia, una fotografia sofisticata che non ha paura dei chiaroscuri e di usarli anche a discapito dei dettagli, una scenografia ricchissima di particolari che fa della ricostruzione degli interni un vero capolavoro.
A questo bisogna aggiungere che questo  Snowpiercer , come dicevo sopra, è vero superamento del film di genere e quindi la serie è sì distopica, ma il suo vero messaggio è sociale, culturale, ecologista. Il leit motiv vero è la lotta di classe. Quella lotta per la sopravvivenza che dalla preistoria alla post apocalisse sembra rimanere intatta una generazione dopo l’altra. I ricchi provano a salvarsi pagando, i poveri provano a salvarsi combattendo e imponendosi, se serve, anche con la più cruenta delle rivoluzioni. E allora partendo dalla trama Snowpiercer racconta come in un futuro non troppo lontano il cambiamento climatico causato dall’uomo ha totalmente sconvolto la natura.
Il mondo, ora, è ricoperto di ghiaccio e di neve con temperature anche al di sotto dei -170° C. L’uomo per cercare di risolvere il problema del riscaldamento globale ha colpito il nucleo terrestre per raffreddarlo, ma la cosa ha creato solo ulteriori problemi. I pochi umani sopravvissuti sono tutti in viaggio su di un treno composto da 1001 carrozze condotto da una “locomotiva eterna”; lo Snowpiercer creato dal signor Wilford.

Il treno è in continuo movimento per assicurare riscaldamento e fonti di sostentamento, ma mentre i più ricchi si sono comprati oltre che a un biglietto in prima classe sul treno che non si ferma mai e di conseguenza ogni beneficio, dal cibo alla vita di privilegi che faceva prima della catastrofe ambientale ognuno nella sua parte del mondo, e le altre classi come la seconda è riservata per le menti e la terza classe è per i lavoratori, operai, manutentori, guardie di sicurezza, il fondo del treno è stato letteralmente occupato dagli ultimi, dai poveri che non potevano pagarsi il costo del biglietto sul treno che non si ferma mai e quindi, considerati come degli assaltatori abusivi vengono trattati con crudeltà, privati praticamente di tutto, abbandonati assolutamente a loro stessi e muoiono per malattie, stenti, sfinimento. Loro non vedono mai la luce del sole e soffrono il freddo e la fame.
Fino al giorno in cui il loro leader morale non viene convocato ai piani alti e comprende che lo Snowpiercer creato dal signor Wilford, in realtà, nasconde molte più cose di quante gli abitanti del fondo avrebbero mai potuto immaginare. Tengo a precisare che a parte la deriva sociale che i creatori della serie hanno tenuto a porre in evidenza e trasformarla nel fulcro da cui far dipartire il resto delle azioni e della narrazione, fondamentalmente, quanto si vede su Netflix non è affatto uno stravolgimento della originaria graphic novel, né dello stesso film del 2013, di cui possiede e rispetta la timeline ufficiale e riconosciuta. Per il momento sulla piattaforma on demand ci sono tutte e due le stagioni complete, con dieci episodi a testa, ma è ufficiale anche la notizia dell’arrivo della terza stagione che con molta probabilità sarà trasmessa su Netflix a partire dal maggio 2022. E ovviamente noi saremo qui a darvene conto e a appassionarvi con tante piccole curiosità che scoveremo solo per voi. Intanto, godetevi le due superlative stagioni già pronte e buona visione rivegaucherini.

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