Diventare indispensabile! “Il filo nascosto” (Usa 2017) di Paul Thomas Anderson

Per Alma c’è un solo modo per vivere con una persona come Reynolds: diventare indispensabile.

(marino demata)  Il film è tuttora visibile in Netflix (https://www.netflix.com), in Prime video (https://www.primevideo.com/) e, a noleggio in YouTube (Il Filo Nascosto – YouTube).
Da apprezzare, tra le altre positività, la bellissima colonna sonora di Jonny Greenwood. E da apprezzare inoltre i fatto che il regista dedica li film al grande Jonathan Demme , del quale, sotto molti aspetti, è vero discepolo.

Il regista

Paul Thomas Anderson è arrivato alla regia nel 1996, dopo aver girato cortometraggi, film amatoriali e film pubblicitari. La sua prima opera, che lui voleva intitolare Sidney, uscì invece col titolo Hard Eight. Nei successivi 25 anni, fino ad oggi, la sua filmografia non è divenuta molto ricca di titoli. Questo per due motivi, perché è un regista meticoloso che impiega molto tempo per organizzare i suoi film, per girarli e per sviluppare al meglio la fase di post-produzione. In secondo luogo, perché ha continuato, nel corso degli anni, a coltivare i suoi interessi per i film corti e per i documentari. La sua carriera ha una impennata positiva alla fine degli anni ’90 con Boogie night, storia di una famiglia impegnata nel business dei film porno, e soprattutto con Magnolia, che fu un grande successo. Seguono film di ottimo o grande livello, tra i quali segnaliamo soprattutto lI petroliere, The master,  Inherent vice. Ama utilizzare spesso i medesimi attori in più film, come è stato il caso di Philip Seymour Hoffman e dello stesso Daniel Day Lewis, già protagonista de Il petroliere.

No confrontation, please!

Il film è organizzato come un lungo flashback nel quale la protagonista, Alma (Vicky Krieps), racconta, ad un personaggio che inizialmente non si vede, ma del quale si conoscerà l’identità alla fine, la sua esperienza di vita con il titolare della famosa sartoria londinese degli anni ’50 Reynolds Woodcock (Daniel Day Lewis). Le prime battute del colloquio servono per cominciare a delineare le caratteristiche di quest’ultimo. Alma afferma che Reynolds ha trasformato i suoi sogni in realtà. E aggiunge. “Io gli ho dato in cambio ciò che desidera di più: ogni parte di me. Penso che sia l’uomo più esigente del mondo”.
La sequenza che segue ci mostra la meticolosità con la quale Reynolds si prepara alla sua giornata di lavoro, fino al momento, che scopriamo essere sacro, della prima colazione, consumata assieme ad una donna, che in quel momento è la sua compagna e convivente. Reynold la tratta malissimo. La donna tenta di aprire inutilmente una conversazione e poi protesta per i suoi modi. Ma Reynolds ribatte che non intende fare discussioni a prima mattina, usando il termine “confrontation” per ben tre volte. Appare sprezzante e pieno di sé. E sempre, in tutto l’arco del film, appare perfezionista spesso arrabbiato e non amante degli imprevisti e delle sorprese.


La storia

La verità è che Reynolds adora il proprio lavoro: è uno dei sarti più apprezzati di Londra:  il suo laboratorio di sartoria è situato nei piani alti della propria elegante abitazione, mentre il piano basso è dedicato alla clientela, sempre di alto livello. In questo lavoro, che lo porta a contatto con l’ambiente più aristocratico e benestante di Londra, un ruolo importante riveste la propria sorella, Cyril (Lesley Manville), che sembra votata a dare suggerimenti a Reynolds, a fare da intermediaria tra il fratello e il resto del mondo e ad essere, in definitiva, l’eminenza grigia della situazione.
Comprendiamo che Reynolds più volte ritorna a casa con una donna, con la quale resta per un certo tempo in compagnia, salvo poi liberarsene o metterla in fuga con i suoi modi sprezzanti e brutali.
Lo seguiamo in una di queste occasioni: Reynolds consuma la sua colazione in un locale fuori casa. E’ molto gentile e spiritoso con la ragazza che prende l’ordinazione, Alma. Il rapido e brillante colloquio termina con un invito a cena, che la ragazza accetta. Possiamo immaginare che questa è i tipo di scena che si sarà ripetuta molte volte, al fine di “catturare” le proprie ragazze da portare, come piacevole compagnia, a casa sua per qualche giorno.

Reynolds ordina la colazione e conosce Alma

Diventare indispensabile.

Ma questa volta, malgrado i toni sempre molto sgarbati, la ragazza non si lascia mettere in fuga, ma resiste e, nel caso, rintuzza le battute di Reynolds. Che è un personaggio tutto di un pezzo, innamorato del proprio lavoro, al quale dedica la parte migliore delle proprie energie. Ha le sue abitudini dalle quali non intende deflettere. Ha un buon rapporto con il personale di sartoria, circa una quindicina di donne che fanno bene il proprio lavoro sotto la guida sua e di sua sorella. L’impressione che noi ci formiamo è che Reynolds vada a pescare le sue donne sempre in ambienti non elitari, altrimenti non potrebbe permettersi di maltrattarle come con Alma e con chi la ha preceduta. Ma Alma è un osso duro. Comprende che, se vuole resistere e continuare la sua storia con Reynolds, deve diventare indispensabile. Alma ha un esempio davanti a sé: Cyril, la sorella, indispensabile:  senza la quale l’organizzazione della sartoria e, in parte, della stessa vita di Reynolds, andrebbero a rotoli.

Il rapporto padrone-servo

Diventare indispensabile. Questo è il concetto chiave del film. Alma ci riuscirà con un lavoro paziente e in qualche caso anche “barando”, ovvero utilizzando mezzi spregiudicati e pericolosi. Quello che può profilarsi all’orizzonte è un rovesciamento delle posizioni. Alma inizialmente ha bisogno di Reynolds. Gradatamente sembra avvenire il contrario. La storia mi richiama alla mente un altro film girato in Inghilterra, da un regista americano, come Anderson: Il servo di Joseph Losey. Anche in quel caso il Servo (Dirk Bogarde), inizialmente sottomesso al proprio signore (James Fox), lavora gradualmente per affermare la propria indispensabilità. Il servo dipendeva dal signore. Ora sarà il signore a non poter fare a meno del servo.
La vicenda del servo e quella di Alma ci riportano ad importanti  pagine filosofiche: quelle relative al rapporto padrone-servo in Hegel e in Marx. Per entrambi i filosofi il rapporto di supremazia del primo sul secondo è destinato a tramutarsi nel suo opposto dialettico. È il padrone che ha bisogno del servo. È Reynolds che ha bisogno di Alma. Il diventare indispensabile si è compiuto.