Un film Wuxia di grande impatto visivo: “La foresta del coltelli volanti” (Cina 2004)

Il film di Zhang Ymou si fa ammirare non per la trama, ma per i meravilgiosi scenari e per i colori

(marino demata) E’ possibile vedere questo film ancora su MUBI (https://mubi.com).  

Il regista

Il regista
Zhang Ymou ha legato il suo nome a film di grande spessore girati negli anni ’90: Lanterne rosse, La storia di Qiu Ju, Vivere ed altri ancora. Negli anni duemila si è decisamente dedicato al genere Wuxia  con Hero, che è il film precedente a quelli di cui parliamo oggi e con Hero e con La città proibita. In questi film il regista ha ulteriormente arricchito la profondità delle sue immagini e la bellezza del colore.

Un film Wuxia di grande impatto visivo

Wuxia alla lettera significa eroe dalle arti marziali. Col passare del tempo, il termine wuxia ha gradatamente assunto il significato più ampio di racconto complesso e imperniato su uno o più eroi di arti marziali. È appunto il caso del film di questa sera, nel quale si mescolano elementi fantastici con elementi avventurosi.
Generalmente la trama non è l’elemento più importante di un film wuxia, ma è solo un pretesto per scatenare duelli basati su arti marziali, scenografie di grande impatto visivo, e meravigliosi paesaggi ben presentati da uno dei grandi maestri della fotografia, di cui il cinema cinese abbonda.Wuxia

La storia

In ogni caso la storia presenta molti elementi comuni a tutti i film di questi filone cinematografico.
Siamo nell’ano 859 e la dinastia Tanga si trova in un grave periodo di crisi. Per giunta si è formata nel Paese una ampia opposizione al potere Tanga, che ha la sua punta prominente nella “casa dei coltelli volanti”. Molti elementi sono oscuri al potere e innanzitutto come è strutturata questa organizzazione e perfino dove si trova esattamente la sua sede. Il potere riesce a trovare in bandolo della matassa in una ragazza cieca, che è la figlia del leader, recentemente ucciso, del gruppo ribelle. La ragazza, di nome Mei, la bellissima Ziyi Zhan, è ospite della Casa delle Peonie, che è per metà bordello e per metà casa di accoglienza e di giochi marziali. Due  fratelli poliziotti sono incaricati scoprire il covo dei coltelli volanti attraverso la ragazza cieca e stabiliscono che uno dei due Jin (Takeshi Kaneshiro) si rechi alla casa delle Peonie, corteggi Mei e la accompagni, attraverso la foresta nel covo dei coltelli volanti.

Amore e tradimenti

In realtà Mei e JIn finiscono per innamorarsi durante il viaggio, col doppio disappunto del fratello di Jin, Leo (Andy Lau): il disappunto è doppio perché Jin viene meno alla propria missione politica e, soprattutto, perché lui stesso ama Mei e ne è stato anche ricambiato. Quest’intreccio amoroso ricco di ambiguità e tradimento è anch’esso la causa di scene di combattimento e di arti marziali di grande efficacia, nello scenario di una foresta lussureggiante. Sembra che i due fratelli gradatamente perdano di vista del tutto la loro appartenenza e fedeltà alla dinastia Tanga e non siano alieni dal progettare un cambio improvviso di posizione politica. In realtà il regista non si cura troppo di informare gli spettatori sulle ragioni del potere e neppure su quelle dei Pugnali volanti. Non è dato sapere quale dei due gruppi abbia ragione, anche se sappiamo che la dinastia Tanga era famosa per un eserAndy Laucizio corrotto del potere.

Sfarzo e bellezza

Resta il fatto che la storia è un pretesto innanzitutto per farci ammirare il lussureggiante palazzo delle Peonie, dotato di uno sfarzo e di una eleganza incredibili. In secondo luogo, per portarci nella meravigliosa foresta piena di ogni specie di alberi e soprattutto bambù. In questa incantata bellezza non sfigura la coppia formata da Mai e Jin. Al contrario: sono due  bellissimi ragazzi e che si innamorino era del tutto scontato e nell’ordine naturale dei fatti.
Sbalorditive sono le scene di scontri – reali o finti – dei due ragazzi contro l’esercito del potere ufficiale che Jin finge di mettere in fuga, per aumentare la fiducia in lui da parte di Mai.

Passato e distopia

A volte la struttura del film ci riporta con la mente ai film distopici, che generalmente ci parlano di un potere corrotto e ingiusto, in un futuro indefinito,  e delle forse che tentano di combatterlo. Questo schema evidentemente alla sua validità per le storie collocate nel futuro e nel passato.
La narrazione resta sempre ad un livello magistralmente elevato. Ed è per questo che La foresta dei pugnali volanti è un film difficile da raccontare e bellissimo e indimenticabile da vedere.