“L’apparenza delle cose”, ovvero romanzo o film?

Things Heard & Seen (Usa 2021) dei coniugi Shari Springer Berman e Robert Pulcini

I registi

Shari Springer Berman e Robert Pulcini sono una coppia di registi sposati, che hanno firmato insieme alcune pellicole veramente interessanti e “promising”. Tra queste ricordiamo alcuni titoli giustamente più gettonati: American Splendor (2003), Un perfetto gentiluomo (2010), il film TV Cinema Verite del 2011 e alcuni episodi di serie TV, prima di questo film si cui discutiamo questa sera.

Romanzo o film?

La stucchevole e infinita querelle tra il libro e il film tocca purtroppo anche questa pellicola e lo fa in maniera tranchant, senza pensare che molti, moltissimi amanti del cinema possono anche non essere affatto lettori accaniti, e senza considerare che in cinquecento pagine è ovvio che si possa riuscire a spiegare, eviscerare, declinare tante piccole cose, tante infinte sfumature che in 120 minuti di girato non possono starci. La caratterizzazione dei personaggi è un fatto letterario, ce lo insegnano miti della narrativa come Austen e Tolstoj, ce lo ribadiscono autori contemporanei come Ammaniti e Grange.

Il cinema è un’altra cosa.

Il cinema ha dinamiche proprie, propri tempi e percorsi di coinvolgimento differenti. Pertanto, il mio consiglio è lasciare perdere anche le recensioni positive di maestro come Stephen King sul libro L’apparenza delle cose di Elisabeth Brundage e fare gli spettatori della pellicola L’apparenza delle cose dei registi Berman e Pulcini. Ne guadagnerete in piacere di visione e in coinvolgimento personale perché il film è bello, fatto bene, con attori bravi e una ricostruzione degli interni perfetta che fa tanto Mike Nichols prima maniera. Fate questo. Gustatevi il film. Una storia che narra di una giovane coppia di Manhattan che si trasferisce in campagna in un paesino della Hudson Valley. Lei fa la restauratrice, lui è un insegnante e vanno a vivere con la loro piccola bambina in una villa di fine Ottocento immersa nel verde.

Amanda Seyfred

Un luogo affascinante, isolato e tranquillo. Ma gli spettatori comprendono subito che il tutto e troppo bello e la tranquillità della coppia e della loro famiglia viene presto spezzata via da avvenimenti oscuri, ancestrali e misteriosi. Pertanto, se non avete letto il libro della Brundage il climax, l’interpretazione, la regia e l’ambientazione vi soddisferanno assolutamente. E forse lo faranno anche se il romanzo da cui è tratta la sceneggiatura lo avete letto perché Amanda Seyfred, della quale ricordiamo l’interpretazione in Mank di David Fincher, in questa pellicola è davvero brava, perché gli esterni hanno una fotografia indovinatissima e perché anche se l’horror come genere classico qui non sembra affermarsi appieno, la tensione emotiva c’è ugualmente, il pathos tra i personaggi emerge eccome, e i dialoghi sono pressoché perfetti.

I complimenti di Stephen King

E quindi il film funziona e si lascia guardare e tra le offerte provenienti da https://Netflix.com della stagione continua a essere una delle pellicole più viste. E quindi o siamo tutti stanchi e annoiati e ci va bene tutto, oppure, nonostante i preziosi complimenti di Stephen King al libro, anche il film è fatto altrettanto bene. Perché una cosa non esclude mai l’altra e le forme di arte possono avere sempre un’anima propria. Alla prossima rivegaucherini e godetevi sempre la magia del cinema. 

Website: https://tommasolagi.it