“Shiva baby” (Usa 2020) di Emma Seligman: una “sugar baby” e un “sugar daddy”

Un film di esordio pieno di esilaranti sorprese.

(marino demata) Ricordate questi due nomi: Emma Seligman, regista, e Rachel Sennott, attrice. Penso proprio che abbiano davanti a sè un futuro radioso. L’esordio della regista in questo film non poteva essere migliore, mentre Rachel Sennott ha già dimestichezza con il set, per aver girato serie TV, film corti e solo un lungometraggio. Ma sicuramente anche per lei questo film rappresenterà una pietra miliare.

Sugar baby e Sugar Daddy.

Sugar baby e Sugar daddy sono le parole chiave di questo film. Molti dei lettori sicuramente sanno di cosa sto parlando e di cosa il film parla. Ma ci sono tante persone, tra i lettori, che, probabilmente, hanno solo un’idea molto vaga di che cosa si tratti. In realtà il rapporto tra un Sugard daddy e una Sugar baby è molto diffuso ovunque, soprattutto da quando i siti di incontri si sono moltiplicati in maniera esponenziale. Solitamente una “sugar baby” è  una ragazza giovane che instaura una relazione con un uomo più grande e ricco, il sugar daddy. Lo scopo è farsi mantenere e viziare, oppure raggiungere alcuni obiettivi particolari che implicano la necessità di danaro. Ma ci sono ancora molte altre sfumature che riguardano il fenomeno.

Scena prima.

La prima scena del film ci porta direttamente alle fasi finali di un  incontro del genere. Danielle (Rachel Sennott) si sta per congedare dal suo Sugar Daddy, Max (Danny Deferrari), abbastanza più anziano di lei. Hanno appena fatto sesso e, prima che lui se ne vada, lei gli ricorda di dargli i soldi. Questo non sono il pagamento per una prestazione sessuale, perché Danielle non è una prostituta. Ma ha trovato il suo Daddy per pagarsi glj studi ed avere quel minimo di agiatezza, che non le piace di dover chiedere ai suoi genitori. In ogni caso, per inciso, già questa scena iniziale ha qualcosa di esilarante che preannuncia future soprese.

Trailer in italiano

Il colpo di scena iniziale.

La prima di queste è l’incontro di Danielle con i suoi genitori. I tre sono diretti ad una cerimonia ebraica, lo Shiva che si celebra allorchè muore un membro di una famiglia ebrea. Fedeli tutti e tre alle tradizioni ebraiche, entrano nella casa che sarà lo scenario di tutto il film o quasi. Gli invitati sono molto numerosi e cominciano le sorprese. Sveliamo solo quella iniziale, un colpo di scena collocato solo un quarto d’ora dall’inizio del film. E cioè: tra i presenti alla Shiva c’è anche il famoso Sugar Daddy di Danielle, col quale si è appena salutata qualche istante prima. Lo shock è notevole, soprattutto se si pensa che Max non ha mai rivelato di essere sposato con una brillante e bella donna  in carriera e di avere anche una figlia. Su questa falsariga si susseguono i colpi d scena, gli equivoci, le espressioni imbarazzate del viso e le frasi di circostanza che ciascuno dei protagonisti deve inventarsi.

Cinema ebraico-newyorkese.

Ne viene fuori un quadro spesso drammatico per la povera Danielle, ma nel complesso esilarante per lo spettatore. Con quel susseguirsi di battute e doppi sensi e quelle parti di conversazione fatte di “non-detti”,
vero e proprio marchio di fabbrica del più genuino cinema ebraico-newyorkese che richiama, ovviamente, alla mente Woody Allen ed oggi anche Noah Baumbach.
E’, come abbiamo già affermato, un inizio di carriera sorprendente da parte della regista canadese di Toronto Emma Seligman, vissuta all’ombra della continua crescita del Festival di Toronto, per poi trasferirsi nella Grande Mela. il film ha anche il merito di essere breve (circa 80 minuti) e Mubi.com, che lo ha in esclusiva, ha avuto la grande idea mostrarci, dopo il film, una bella e sincera intervista alla regista.

L’intervista a Emma Seligman,

In uno dei passaggi più sinceri e significativi dell’intervista, la regista afferma “a me interessa esplorare storie che parlano di… tipo, storie di formazione di donne come esseri sessuali, di dinamiche di potere, anche di legittimazione e di tutte le insicurezze che questo provoca e fa nascere , e così, così.”
Emma rivela di aver girato, prima di Shiva baby solo un film corto dello stesso soggetto e che modificare la storia e il film fino a farlo diventare un lungometraggio si può fare. A patto…di passare notti insonne per due anni. Naturalmente il personaggio di Danielle è stato arricchito di particolari del suo passato, che nel film riemergono (sempre a proposito della folla di personaggi di cui abbiam parlato). Di più non diciamo neanche sotto tortura…