“Dillo con parole mie” (It. 2003) di Daniele Luchetti: commedia semplice e leggera.

Un film che parla di estate, di isole greche, di amori impossibili e di adolescenti in crisi.

(antonia del sambro) È ufficialmente arrivata l’estate e allora perché non gustarsi una commedia semplice e leggera che parla di estate, di isole greche, di amori impossibili e di adolescenti in crisi? C’è un film italiano che più di tutti è riuscito a incarnare alla perfezione il mood dell’estate nella sua banalità più compiuta. Un film del 2003 che a distanza di decenni appare ancora più attuale e moderno che mai, ma soprattutto una pellicola senza pretese. Lo sa il regista Daniele Luchetti.

Una commedia semplice e leggera.

E lo sanno tutti i protagonisti di questa storia. Attori bravi ma non famosi, a partire da Giampaolo Morelli che all’epoca era pressoché sconosciuto al grande pubblico. Attori che difficilmente si rincontrano in altre commedie italiane ma che in questa specifica pellicola risultano credibilissimi e godibili. Dillo con parole mie è una commedia semplice e leggera, spesso anche banale, ma sarà per i dialoghi indovinatissimi, per le scene girate nel bel mare della Grecia, per l’interpretazione costantemente teatrale dei personaggi, il tutto funziona bene.

Commedia degli equivoci.

Tanto che è quasi impossibile decidere di non rivederlo una seconda volta o non imparare a memoria qualcuna delle frasi ricorrenti della sceneggiatura. La trama ha la più classica impostazione della commedia degli equivoci con lo sfruttatissimo tema del “triangolo” amoroso. Ebbene Luchetti lo trasforma e lo rende originale alla sua maniera. Il risultato è qualcosa di fresco e divertente. Il tutto ci fa comprendere che, quando si hanno idee vincenti e si è bravi a metterle in pratica anche produzioni con attori misconosciuti possono dare vita a validi prodotti artistici.

Tormentoni estivi.

“Io non ingrasso perché la cioccolata la mangio senza senso di colpa”: dovrebbe diventare il mantra di tutte le ragazze con problemi sentimentali che hanno bisogno di endorfine ma hanno paura di ingrassare. Andrea che diventa Enea perché “l’ho studiato quest’anno l’Eneide e ci ho preso un buon voto”. Il tutto si trasforma nel tormentone estivo di tutti i ragazzi stranieri in vacanza nell’isola. E il nome della ex di Andrea usato come intercalare per dire parolacce. Tutte queste sono delle trovate che rendono Dillo con parole mie un film da tenere nella giusta considerazione.

Ritorna lo scontro generazionale!

Altra piccola chicca di Luchetti in questa pellicola è l’idea dello scontro generazionale che dal 2003 a oggi non è cambiato di un quark perché i giovani penseranno sempre che quelli più grandi di loro “non possono capire”, è una condizione ciclica sulla quale non c’è altro da fare che riderci sopra, esattamente come fa Luchetti nel suo film che è visibile e su Netflix e su Mediaset Play.

Buona visione rivegaucherini e buona estate!