Ancora qualche giorno a Giffoni!

Il nostro Firenze FilmCorti Festival invitato a Giffoni per la seconda volta in poche settimane

(marino demata di ritorno da Giffoni) Mentre il “Giffoni 50 plus” vive le trepidanti ore finali che stabiliranno i vincitori del Festival, siamo ritornati da un’altra visita al meravilgioso parco del cinema che si arricchisce di sempre nuovi elementi.
Infatti, poche settimane dopo la nostra partecipazione alla riunione dei Presidenti dei più importanti festival italiani, siamo stati di nuovo contattati dal dinamico Direttore del Festival di Giffoni (oggi solo GIFFONI), Claudio Gubitosi. Questa volta ci ha chiamati farci vivere l’evento nel suo pieno svolgimento. Ci ha voluti per almeno tre giornate sulle oltre dieci, che rappresentano lo svolgimento dell’intero festival del cinquantenario.

La differenze tra le due esperienze.

Quale è stata la differenza tra le due nostre esperienze? Nulla di ripetitivo. A Giffoni ci sono sempre e solo novità. L’altra volta Giffoni si è fatta promotrice dell’incontro di oltre 100 festival italiani: un momento di scambio di esperienze, di reciproche conoscenze, di ricerche di collaborazioni. Ma questa volta la novità della quale abbiamo gioito è stata la presenza dei bambini e dei giovani. Hanno preso festosamente e compostamente d’assalto le decine di spazi dedicati ai loro film e ai loro incontri. Passeggiare, durante le proiezioni, lungo i nuovissimi viali che portano alla sala Truffaut, alla sala Blu, alla sala Sordi vuol dire essere frequentemente sommersi da grida, risate, gioia da parte dei veri protagonisti di questo Festival unico al mondo. E che il mondo del cinema ci ha ammirato e ci ammira da 50 anni.

Il film dei 50 anni di Giffoni.

Per questo anniversario è stato realizzato un film composto dalle scene, dai servizi TV e cinematografici che ogni anno sono stati grati su quest’evento. Il film è una carrellata di successi che si susseguono di anno in anno fin dalla fondazione del Festival. Ed è una carrellata di personaggi del cinema e dello spettacolo venuti dall’Italia, e dalla Francia, dall’Inghilterra, dagli USA e, in breve, da tutto il mondo, spinti dalla curiosità e dalla conquistata notorietà di questo grande irripetibile evento. Difficile ricordarli e citarli tutti. Forse è più semplice citare quelli che, per un motivo o per l’altro, non sono mai riusciti a venire qui. Vi assicuro che sono veramente pochi.

Innanzitutto Truffaut.

Truffaut, così sensibile ai problemi dei giovani, è venuto spesso e ha dichiarato di desiderare qualcosa del genere per la Francia. Le sue foto, in compagnia del direttore del Festival Claudio Gubitosi, campeggiano lungo i viali e fanno anche da sentinella ai cantieri dove, incessantemente, si costruiscono nuovi spazi per fare il festival più grande ancora e sempre più accogliente.
Difficile ricordarli tutti, si diceva. Qualche immagine girata qui a Giffoni, però mi ha impressionato particolarmente: una giovanissima e sorridente Meryl Streep, felice di essere circondata da bambini festanti. E, soprattutto, Julianne Moore che piange di gioia, condividendo lacrime e festosità di ragazzini, ai quali non sembra vero di essere in sua compagnia, dopo averla vista tante volte sullo schermo.

Fino a tutti gli altri. Una fila infinita.

E che dire degli italiani? Mi è rimasta particolarmente negli occhi l’immagine di Gian Maria Volontè, che discute animatamente di cinema con un ragazzo. Ma non solo cinema. Giffoni ha attirato l’attenzione di uomini della politica e le immagini di Gorbaciov e poi di Andreotti sono lì a testimoniare l’universalità di Giffoni.

I bambini e i ragazzi sono Giffoni!

Riflettevo su questa sorta di “attrazione fatale”che coinvolge tutti, per questo fenomeno di cinema e di costume. E mentre, prima di andare via, attraversavo i vari viali e ascoltavo ancora i gridolini dei ragazzi provenienti dalle varie sale, pensavo a questa magica polarità che collega da un lato lui, il Direttore da 50 anni Claudio Gubitosi e i suoi preziosi collaboratori, e dall’altro lato loro, i bambini e i ragazzi. Essi sono i veri protagonisti e ne sono pienamente consapevoli. Sanno che quegli spazi non sono dedicati a loro, ma sono semplicemente loro. Seguono le regole, ma, al contempo, le creano di volta in volta. Loro non sono a Giffoni. Loro sono Giffoni.