Conversazione con Alessandro Ciotoli, presidente di IndieGesta

L’associazione di Ceccano che ha organizzato il Dieciminuti Film Festival

Quattro chiacchiere con Alessandro Ciotoli, serena ed amabile persona. Da sempre presidente dell’Associazione culturale IndieGesta, con la quale da sedici anni organzza il Festival dei “corti”.

Marino Demata: Il Festival ha 16 anni. E’ stato fondato da te  e dalla tua Associazione? Quale è stata la genesi? 

Alessandro Ciotoli: Il festival venne ideato da me un pomeriggio del gennaio 2005. All’epoca non avevo un impiego, e il pomeriggio, alle 14, guardavo ogni giorno su Italia 1 le puntate della serie animata I Simpson. Un giorno diedero una puntata dal titolo “Il Film Festival di Springfield”, nella quale Marge, per risollevare l’immagine della loro città, finita in fondo a tutte le classifiche, proponeva di dare vita a un film festival. In quei giorni anche Ceccano era in fondo a tante classifiche, soprattutto a causa degli sforamenti quotidiani dei livelli di pm10, così pensai “ci vuole un film festival!”. Per fortuna il nostro non è durato lo spazio di un solo episodio, ma dura ancora oggi!

Alessandro Ciotoli

MD: – Quali sono stati i momento più difficili?

AC:  Certamente gli esordi sono stati difficili. Non avevamo budget, avevamo una bella struttura, il Cinema Antares di Ceccano, ma nel periodo del festival dovevamo condividerla con i cinepanettoni e spesso il Comune, che gestiva la struttura, ci incastrava tra un film e l’altro ed era una costante lotta per la sopravvivenza, soprattutto perché alle prime edizioni non avevamo un grande pubblico e il livello medio delle opere non era altissimo. Però la testardaggine di insistere ebbe la meglio, creammo la Dieciminuti Academy, dando vita a laboratori di cinema per ragazze e ragazzi e iniziarono a entrare nell’associazione, oltre che a gremire la sala insieme ai loro coetanei, così in pochi anni il festival si trasformò e divenne in poco tempo una certezza a livello internazionale. Abbiamo ricevuto in tutti questi anni quasi 13mila corti provenienti da oltre 200 paesi sparsi per il mondo

MD: – Ho visto che avete impostato la vs comunicazione con una simpatica competizione con i film lungometraggi. Come mai? Pensi che abbia pagato questa idea?

AC: Lo pensavamo da tempo, ma la crescita delle piattaforme ha ingigantito la nostra convinzione: i corti sono il prodotto del futuro, perché in un’epoca in cui tutti hanno poco tempo per fare tutto, quale miglior cosa di gustarsi un bel corto piuttosto che un film di due ore o una serie da 8 stagioni? Sarà il prodotto del futuro, esportabile e finalmente commercializzabile al di fuori del mondo dei festival, che sono oggi l’unico canale distributivo. Insisteremo anche in futuro su questa politica, perché siamo fortemente convinti del nostro motto “corto è meglio”.

MD: –Per il prossimo Festival pensi di confermare lo stesso periodo  dell’anno?

AC: Ne stiamo discutendo, sicuramente la versione estiva, grazie anche alla bellezza di Castel Sindici, ha giovato sia in termini di riuscita che in termini di partecipazione del pubblico. Però non siamo convinti di agosto, anche perché siamo finiti per andare in concomitanza con altre manifestazioni simili a noi. Se riuscissimo a trovare il giusto compromesso, magari per il prossimo anno potremmo ritentare l’avventura di un festival estivo.

MD: A presto. Ti aspetto a Firenze, al nostro 8° Firenze FilmCorti Festival.