I giovani stagisti all’8° Firenze FilmCorti Fest :NON SPEGNETE ANCORA LA LUCE

Maria Rosaria Perilli intervista Elena Macrillò e Francesco Saverio Ricci

Hai meno di 30 anni? Sei appassionato di cinema? Vuoi vivere “sul campo” l’esperienza di un Festival internazionale? Candidati per entrare nel team dell’8° Firenze FilmCorti Festival!

Dal bando alla selezione

Così era scritto sul bando pubblicato dall’organizzazione del Festival circa un mese prima dell’inizio della kermesse, e a candidarsi sono stati in tanti, di diverse fasce d’età. Ad essere selezionati, dopo un’attenta valutazione dei vari curriculum, proprio i più giovani: il diciottenne senese Francesco Saverio Ricci, studente alla facoltà di Scienze della comunicazione, e la fiorentina Elena Macrillò, di anni diciannove, studentessa alla facoltà di Mediazione linguistica.

Con Federico Micali

Mai scelta si rivelò più indovinata

Appassionati, entusiasti, instancabili, Francesco Saverio ed Elena ci hanno dato ragione lavorando con impegno, occupandosi della delicata mansione relativa al “Premio del pubblico”, intrattenendo gli ospiti con cortesia e intelligenza (parliamo di registi, attori e produttori di livello internazionale), e stringendo non solo con l’intero staff ma anche fra di loro un rapporto bellissimo, di perfetta collaborazione. Sempre sorridenti, sempre disponibili.  Insomma, mai scelta si rivelò più indovinata. L’ultima sera, dopo la proiezione di “Lacci” e l’incontro con Daniele Luchetti, i ragazzi si sono detti felici dell’esperienza vissuta nei 4 giorni di stage, definendola “unica, irripetibile, del tutto sorprendente”.

L’intervista

E noi abbiamo voluto incontrarli ancora, per presentarli a voi attraverso una piccola intervista.

– Quali motivazioni vi hanno spinto a candidarvi come stagisti all’8° Firenze FilmCorti Festival?

Francesco Saverio: «Sicuramente la voglia di conoscere da vicino quella che è sempre stata la mia passione: il cinema».
Elena: «Sto affrontando un periodo di cambiamenti nella mia vita dato che ho appena cominciato il mio percorso universitario e sono ancora un po’ disorientata se penso al mio futuro. Proprio per questo ho voluto mettermi in gioco per scoprire, sperimentare e provare un’esperienza del tutto nuova per me che inaspettatamente mi ha trasmesso molto più di quanto mi aspettassi e sperassi: sono un’appassionata di cinema e quest’avventura mi ha regalato emozioni e sensazioni magiche».

Con Claudio Gubitosi

È stato emozionante incontrare, nel corso delle 4 giornate di Festival, registi, attori, produttori, alcuni anche molto famosi?

Francesco Saverio: «Certo! È stata una bella emozione conoscere da vicino persone importanti, porre loro delle domande e, grazie alle risposte sempre gentili ed esaustive, conoscere aspetti di questo mondo fino a quel momento da me assolutamente ignorati».
Elena: «Credo che la possibilità di conoscere e intervistare esperti del mondo del cinema tra i quali attori, registi e produttori sia stata una delle emozioni più forti di questa esperienza. Ho avuto la possibilità di parlare, porre domande agli ospiti professionisti e ciò mi ha trasmesso la magia del cinema, la bellezza ma allo stesso tempo la difficoltà e la fatica del set e di tutto il lavoro che porta alla creazione di un film».

– Quale l’evento che vi ha interessati maggiormente e perché?

Francesco Saverio: «Mi ha particolarmente interessato l’intervento del presidente del Giffoni festival e il filmato che raccontava la storia del festival stesso, col percorso dei vari ragazzi che vi hanno preso parte. Piacerebbe tantissimo anche a me, un giorno, poter fare quest’esperienza…»
Elena: « La discussione con la regista Francesca Mazzoleni dopo la visione del suo documentario. L’incontro ha fatto emergere sia la complessità che la bellezza e l’atmosfera magica che si trovano dietro alla realizzazione di un film, così come la complicità e l’intesa che la regista ha affermato di aver avuto con i protagonisti del documentario e dunque quel rapporto sincero di fiducia che si viene inevitabilmente a instaurare. Inoltre ho avuto l’opportunità di andare personalmente a prendere la regista alla stazione e conoscerla meglio chiedendole qualche curiosità».

– Ci date un vostro giudizio complessivo sui 45 film in concorso?

Francesco Saverio: «Secondo me molti di essi hanno un grande potenziale. Nel complesso ho riscontrato una grande abilità tecnica e creativa da parte dei registi, anche se non ho trovato graditi alcuni cortometraggi sperimentali, spesso il loro messaggio mi è parso poco chiaro se non assente».
Elena: «Ho guardato con interesse tutti i 45 film semifinalisti e tra questi alcuni non mi hanno coinvolta particolarmente, altri mi sono piaciuti e altri ancora mi hanno emozionata per il messaggio che trasmettevano e per la bellezza delle immagini».

– Cosa vi ha lasciato questa prima esperienza nel mondo del cinema?

Francesco Saverio: «Questa esperienza mi ha fatto aprire gli occhi sul mondo dei corti, spesso ignorato dal grande pubblico. Essa ha anche il merito di avermi fatto capire cosa io voglia dal cinema, mi ha fatto riflettere sul ruolo che rivestono i cortometraggi nella nostra società e ha rafforzato in me alcune convinzioni».
Elena: «L’esperienza del festival è stata un’avventura del tutto nuova per me e, come ho già detto, mi ha lasciato molto più di quanto potessi aspettarmi: mi ha trasmesso un’atmosfera magica e soprattutto mi ha introdotto seriamente a quello che è il vero mondo del cinema».

Grazie, ragazzi

Cosa possiamo aggiungere, a questo punto? Solo un “grazie, ragazzi, siete stati una vera rivelazione!”