“Widows”/”Vedove” (UK 2018) di Steve McQueen mercoled’ 27 ottobre a La Limonaia di FI

Per il ciclo “Dal romanzo al film”, un’opera tutta al femminile. Cosa potrebbero fare le vedove di una banda di gangster?

(Note di Marino Demata. Per saperne di più: https://wp.me/p3zdK0-54a)

Una storia di povere vedove?

Tratto de un romanzo thriller di Lynda La Piante,  e da una serie TV dallo stesso titolo, il regista inglese Steve McQueen si cimenta col thriller e con una storia di rapine. Harry Rawling (Liam Neeson) è a capo di una banda formata da altri tre malviventi, ed è così preciso e meticoloso, che conserva in un taccuino tutti gli appunti e i particolari delle proprie rapine passate, presenti e future. Quando inizia il film, assistiamo a quella che sarà l’ultima delle rapine dei quattro uomini. Le cose vanno pessimamente, prima col mortale ferimento di uno degli uomini e poi con l’esplosione devastante dell’auto che uccide gli altri tre.  Alla fine, la banda lascia quattro vedove, tutte nei guai.

Le donne possono fare tutto, anche le rapine!

La migliore eredità che possa vantare Veronica, la vedova del capobanda, è il possesso del taccuino del marito. In esso sono contenuti i dettagli del colpo successivo. Non ha altra scelta: con ferma determinazione contatta le altre tre vedove, le convince, vincendo sulla loro riluttanza e le loro riserve, e organizza meticolosamente il colpo successivo. Dunque, il film diventa un thriller tutto al femminile. Dopo tutto, dove è scritto che quattro donne non possano fare quello che facevano quattro uomini? Ma questa volta teniamoci forte: ci attende una girandola di eventi imprevisti e di colpi dei scena a ripetizione, compresi quelli finali veramente inaspetatti. E non mancano implicazioni socio.politiche: siamo in un quartiere povero di Chicago, dove i candidati alle elezioni vogliono essere eletti per fare meglio i loro loschi affari.

Il regista

Steve McQueen è un regista inglese molto interessante. È appassionato di film corti, e ne ha girati in quantità notevole, ed ha esordito nel lungometraggio con Hunger, nel 2008, un film sugli anni di piombo della questione irlandese e sulle lotte, anche in prigionia, del leader nordirlandese Bobby Sands. Poi ha girato due film di successo, Shame (2011) e 12 anni schiavo (2013), premiato con due premi Oscar.  I suoi primi due film hanno congtribuito all’affermazione di quello che sarebbe diventato un attore di grande successo come Michael Fassbender.