Capolavori di Botticelli, Goya, Klimt in rete di Giuliana Gennai

Tre percorsi da non perdere

Botticelli, Goya e Klimt

Tre mostre di immenso valore artistico, di cui potere “godere” online, pur con i limiti, che, rispetto alla visita in presenza, questo può comportare. Vale la pena di cogliere l’opportunità, che, in questo caso, la tecnologia offre. Meritano, quindi,  segnalazione e qualche riflessione analitica le due mostre:“Botticelli artiste e designer”, titolo, a parere di chi scrive, piuttosto singolare, nel museo Jacquemart-André di Parigi, 10 settembre 2021 – 24 gennaio 2022.“Goya”,  alla Fondazione Beyeler, di Riehen, nel Cantone svizzero Basilea Città, 10 ottobre 2021 – 23 gennaio 2022.

Le sedi

Si può usufruire dei due eventi citati, che espongono grandi capolavori e rare opere provenienti da collezioni private, sui siti delle rispettive sedi organizzative (https://www.musee-jacquemart-andre.com/; www.fondationbeyeler.ch).Ad essi si  aggiunge  la galleria virtuale (Klimt vs Klimt) sulla piattaforma Google Arts & Culture (g.co/klimtvsklimt.) 


Klimt. La secessione e l’Italia

Si tratta, quindi, innanzitutto di potere osservare e ammirare la magnificenza del “genio creativo” di Botticelli e  il variegato “spettro tipologico” (scene di genere, soggetti storici, nature morte, ritratti), della poderosa “poliedrica” pittura di Goya. E, infine,  con il nuovo progetto di  Google Arts & Culture, incentrato su Gustav Klimt, l’eccezionale raffinatezza dello stile  di uno dei pittori più apprezzati e “amati di tutti i tempi”. Riguardo a quest’ultimo, si segnala, al solo scopo di darne notizia, potendone usufruire solo in presenza, l’esposizione “Klimt. La Secessione e l’Italia”, al Museo di Roma (Palazzo Braschi), dal 27 ottobre 2021 al 27 marzo 2022. Incentrato sul ruolo del pittore austriaco, quale maggiore esponente della “Secessione viennese”, (corrente artistica, inquadrata nel contesto delle avanguardie del primo Novecento e interprete delle idee nuove, il percorso espositivo ne evidenzia, ad un tempo, i legami con L’Italia.

Fondazione Beyeler

Botticelli, Goya e Klimt

Botticelli, Goya e Klimt, tre tra i più importanti pittori della storia dell’arte, che, con la loro opera segnarono l’epoca, in cui vissero (rispettivamente XV-XVI secolo,  XVIII-XIX secolo, XIX-XX secolo) e il contesto artistico culturale, di cui fecero parte. Le tre gallerie, che chi scrive pone in successione comparativa, consentono, pertanto, di rilevarel’importante valenza, che accomuna i tre pittori, cui sono dedicate. Tre artisti, che rappresentano importanti momenti di svolta dell’evoluzione dell’arte pittorica, complessa forma di creatività di cui sono fondamentale espressione.Un analitico raffronto, che attraversa sei secoli, in una sorta di continuazionetra la bellezza ideale dei canoni rinascimentali (Botticelli) e la visione estetica (in cui la molteplicità dei richiami culturali si associa ai temi esistenziali della psiche e dell’eros) della contemporaneità (Klimt), passando per la libertà figurativa e tecnica, che rese Goya anticipatore e ispiratore d’intere generazioni di artisti.

Il tramonto di un’epoca

Oltre che l’essere le loro opere capolavori unici nella storia dell’arte, li accomuna il trovarsi tutti e tre a vivere e rappresentare, con la loro arte, in cui si innesta una nuova visione estetica, il tramonto di un’epoca. Cioè, da un lato, la cultura neoplatonica umanistico rinascimentale della Firenze medicea con Botticelli; il passaggio dal tardo Rococò al Romanticismo con Goya, il contesto storico in continuo fermento per le nuove teorie e ricerche scientifiche, che interessano tutti i campi, della Vienna di fine ‘800 con Klimt).

Al Museo Jacquemart-André di Parigi

Entrando nel dettaglio di ciascuna galleria, la mostra, con cui uno tra i più belli e importanti musei parigini (VIII arrondissement, tra il Parc Monceau e l’Arco di Trionfo) celebra, con 40 opere, Sandro Botticelli e, con lui, la genialità rinascimentale, privilegia accanto alla produzione di uno dei maggiori esponenti del primo Rinascimento, l’attività della sua “celebre”  bottega. Questa è stata definita dalla curatrice della mostra (Ana Debenedetti, esperta di arte fiorentina e rinascimentale) “laboratorio di idee”.

La Fondazione Beyeler di Riehen

L’esposizione, che la fondazione Beleyer, in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid, dedica a uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, tende a fare risaltare la ricchezza formale e contenutistica del complesso corpus, prodotto in sessanta anni di attività. All’interno di tale lasso di tempo ritroviamo ritratti di personaggi dell’alta società, autoritratti, soggetti storici, nature morte, scene di genere, in cui vengono tratteggiate le realtà quotidiane della società spagnola, immagini femminili, i sabba delle streghe, in cui sono raffigurate la superstizione, l’irrazionalità e gli incubi di un’epoca).

Goya: 70 dipinti e 100 disegni e incisioni

Goya, dipingendo diavoli e santi, streghe e demoni, criminali e re, finanche la lattaia di Bordeaux, rappresentò sia gli splendori che gli orrori dell’esistenza, le gioie e gli abissi della natura  umana. La mostra raccoglie oltre 70 dipinti e un insieme di circa 100 tra disegni e incisioni (Goya, infatti, dipinse, disegnò, incise). In esposizione l’icona Maja Vestida e la celebre Duchessa d’Alba, la famosa serie dei Caprichos, le grottesche incisioni sui vizi e le bassezze degli uomini del suo tempo, tra cui la famosa acquaforte n. 43 “El sueño de la razón produce monstruos” (‘Il sonno della ragione genera mostri’).

120 capolavori di Klimt

La grande retrospettiva della piattaforma di Google, dedicata a Klimt, raccoglie oltre 120 capolavori tra i più noti dell’artista. Oltre al celeberrimo Bacio, il Ritratto di Adele Bloch Bauer I, ma soprattutto l’interessante ricostruzione digitale, attraverso il Machine Learning,  dei  “Quadri della Facoltà”. Si tratta di tre opere (FilosofiaMedicina e Giurisprudenza) facenti parte dei quattro pannelli allegorici realizzati su commissione dell’Università di Vienna, tra il 1899 e il 1907, per il soffitto dell’Aula Magna e rifiutate perché ritenute scandalose. Andate perdute, a causa di un incendio, erano rimaste soltanto fotografie in bianco e nero.