“Il bambino nascosto” (It. 2021) di Roberto Andò, in anteprima con Giffoni.

(Commento di Marta Mancino)

Il due novembre per me è stata una giornata particolare perché ho partecipato, in quanto delegata del Firenze FilmCorti Festival  alla prima del film Il Bambino Nascosto realizzata dal festival di Giffoni in collaborazione con la 01 Distribution.

Il libro, il film

Il film Il Bambino Nascosto  è stato tratto dal libro omonimo ambientato a Napoli . La particolarità del libro è che l’opera letteraria è stata scritta dal regista del film ovvero il siciliano Roberto Andò uomo versatile perché è anche lo sceneggiatore del film insieme a Franco Marcoaldi.

Il cast

La recitazione è ciò che in una buona percentuale rende un film bello. Questo è il caso del film cheho visto in anteprima. Il Maestro di pianoforte Gabriele Santoro è interpretato da Silvio Orlando che si è calato perfettamente nel personaggio, Gianfelice Imparato (attore di teatro noto per le sue interpretazioni delle opere di de Filippo e conosciuto al grande pubblico con I Bastardi di Pizzofalcone) che interpreta il fratello magistrato del Maestro e il Giuseppe Pirozzi attore emergente, che interpreta il protagonista Ciro ma già bravissimo e concentrato aggettivo usato più volte dal regista. Notevole anche Lino Musella che interpreta Diego camorrista particolare.

La musica prima di tutto

Se non ci fossero la musica e l’affetto il mondo sarebbe, a mio parere più vuoto, e cosi sarebbe stato anche il film Il Bambino Nascosto. La musica è importante da, quasi, le prime inquadrature. Si vedono spartiti, monografie di musicisti e un pianoforte tutto il visivo è impregnato dal sonoro di una musica per piano classica che ci fa introdurre il personaggio del Maestro uomo rigido con se stesso e coi suoi allievi e anche solo.

E anche l’affetto

A un certo punto entra in casa un bambino di nome Ciro figlio dei vicini di casa del Maestro. Ciro si nasconde da cosa? Perché? Questo lo scoprirete vedendo e leggendo…
Ciro dapprima entra in contrasto con Santoro e questo si vede anche dal fatto che ascolta musica napoletana in opposizione con la musica classica. Poi il Maestro inizia a provare un rapporto quasi paterno nei confronti del bambino mettendosi in gioco e rischiando tutto. Fino ad arrivare alla fine dove canteranno insieme.

Due persone diverse dalla loro famiglia

Ciro forse si nasconde dalla sua famiglia di camorristi sicuramente per uscire dalla spirale verghiana del rimanere prigionieri delle proprie origini cosa che  ha provato a fare Diego, camorrista che da ragazzo suonava e studiava presso il Maestro Santoro. Il bambino ci riuscirà? Santoro è un uomo che ha sempre avuto cattivi rapporti con la famiglia per scelte di vita tra omosessualità e quartiere dove vivere. Se vi ho incuriositi il film vi aspetta in sala…

L’incontro su zoom

Dopo aver visto il film c’è stato il Q and A, organizzato da Giffoni col regista Roberto Andò, Franco Marcoaldi  e Giuseppe Pirozzi su Zoom. I partecipanti erano tutti sotto i 25 tra giurati di Giffoni e i rappresentanti, come me , dei festival collegati a Giffoni.
Tantissimi hanno partecipato e quasi tutti hanno potuto far domande. In un’atmosfera se pur virtuale di confidenza e intensa per riflessioni di vario genere, da quelle più tecniche, a quelle sulla trama e alle sensazioni.