“Monster” (Usa 2021) di Anthony Mandler – Puzzle articolato e complesso. L’esordio alla regia di Anthony Mandler è perfetto nei tempi, nella storia, nei personaggi. Un racconto sociale di grande spessore drammatico.

“Dillo con parole mie” (It. 2003) di Daniele Luchetti: commedia semplice e leggera. Un film che parla di estate, di isole greche, di amori impossibili e di adolescenti in crisi.

La convivenza, nella stessa persona, un ragazzo di 13 anni, dell’adolescenza e della religiosità vissuta in modo estremo, fino al tentativo di omicidio.

Inizio promettente, ma il seguito è scontato e troppo banale. sembra un’occasione sprecata per parlare in maniera più decisa , meno prevedibile e soprattutto meno banale della ribellione di una donna stanca del tran tran delle propria mediocre e umiliante  vita quotidiana.

“Involuntary” (SV. 2008) di Ruben Östlund. Ovvero tra volontà e conformismo. Ruben Östlund crea un film dall’umorismo oscuro e a volte amaro. E’ un film che gioca sulle aspettative del pubblico che vengono puntualmente deluse.

“Shiva baby” (Usa 2020) di Emma Seligman: una “sugar baby” e un “sugar daddy”. Si incontrano inaspettatamente all’interno diuna cerimonia Shiva. Lei aprende solo ora che lui è sposato con una figlia. Nascono situazioni drammatiche ed esilaranti.

“Real fiction” (Kor. 2000) di Kim Ki-Duk. Da vittima del bullismo ad angelo vendicatore. Metamorfosi di un artista di strada. Un film sperimentale pieno di metafore. Uno street artist maltrattato e preso in giro, decide di vendicarsi ed è carneficina.

Grandi speranze su Obama. Uno degli impegni di Obama è stato quello di chiudere Guantanamo. The Mauritanian è il film di quell’impegno non mantenuto. E’ una terribile storia vera.

Uno spirito magico collegava tutte le parti attive della popolazione e la parola chiave era SOLIDARIETA’ The spirit […]

Un villaggio popolato quasi esclusivamente dal sottoproletariato rurale. Lì i rapporti interpersonali sono quasi sempre ispirati alla preoccupazione di curare i propri interessi personali, e di inventarsi giornalmente qualcosa per poter sopravvivere, anche attraverso la violenza e la legge del più forte.