Immigrazione e ricerca di nuove radici: “Lost, Lost, Lost” (Usa 1972) di Jonas Mekas. Nella prima parte Meks condivide il dramma della emigrazione con gl altri Lituani in esilio. Poi ricerca nuove radici, che scoprirà nel cinema dell’innovazione.

“Don’t cry, pretty girls” è una full immersion nella musica rock ungherese.
C’è una decisa contraddizione tra l’emancipazione musicale e anche di vita associata che caratterizza l’universo giovanile, e le usanze arretrate di una società ancora maledettamente conservatrice.

Il consumismo induce ad acquistare il superfluo e l’inessenziale (nicola raffaetà)  Due o tre cose che so di […]

E’ nascosta e armata di tutto punto in una foto da noi catturata. Si nasconde nella penombra della […]

“Vita per vita” (Pol. 1991) di Krzysztof Zanussi. Un impianto dialettco ben costruito tra un uomo che fugge e un santo che resta ad Aushwitz. Zanussi continua il suo discorso sui conflitti morali e sui diversi stili di vita.

“Sentimenti vincolanti” -“Holdudvar” (Hung. 1969) di Marta Meszaros.
La ricerca di indipendenza di una donna si scontra prima col marito e poi col figlio . I drammi di una famiglia borghese sono cronache di incomunicabilità.

“Sciarada” (Usa 1963) di Stanley Donen.
“Il miglior film di Alfred Hitchcock, che lui non ha mai diretto”. Peccato!

“Reminiscences di un viaggio in Lituania” (Usa 1972) di Jonas Mekas.
Un vero e proprio diario filmato, e il suo contenuto è costituito da tutta una serie d impressioni, di sensazioni, di persone, oggetti: il suo patrimonio personale.

“The girl” (Hung. 1968) di Marta Meszaros, che ritrae una ragazza che la vita ha fatto già diventare un cuore arido. Cresciuta in un orfanotrofio, la ricerca di sua madre le porterà un grande vuoto interiore.

La costante (1980) di Krzysztof Zanussi.
Storia di un giovane dai saldi principi morali, onestà e solidarietà. Si scontra con la corruzione dilagante nella società e con la casualità e mutevolezza del reale. Il suo bisogno invece è quello di principi saldi e costanti.