Il dolce femminismo di Marta Meszaros: “Adozione” (Hun. 1975)
La prima regista vincitrice dell’Orso d’Oro a Berlino. Storia di un desiderio di maternità e di un rapporto affettivo con una giovane ribelle.

La condizione della donna: “Nove mesi” (Ung. 1976) di Marta Meszaros. è un film che tratta nella maniera più diretta , il tema della oppressione a cui sono sottoposte le donne, in conseguenza della disparità di trattamento, per mancanza di leggi ad hoc e per il persistere di una cultura decisamente maschilista.

“Don’t cry, pretty girls” è una full immersion nella musica rock ungherese.
C’è una decisa contraddizione tra l’emancipazione musicale e anche di vita associata che caratterizza l’universo giovanile, e le usanze arretrate di una società ancora maledettamente conservatrice.

“Sentimenti vincolanti” -“Holdudvar” (Hung. 1969) di Marta Meszaros.
La ricerca di indipendenza di una donna si scontra prima col marito e poi col figlio . I drammi di una famiglia borghese sono cronache di incomunicabilità.