Il dolce femminismo di Marta Meszaros: “Adozione” (Hun. 1975)
La prima regista vincitrice dell’Orso d’Oro a Berlino. Storia di un desiderio di maternità e di un rapporto affettivo con una giovane ribelle.

La condizione della donna: “Nove mesi” (Ung. 1976) di Marta Meszaros. è un film che tratta nella maniera più diretta , il tema della oppressione a cui sono sottoposte le donne, in conseguenza della disparità di trattamento, per mancanza di leggi ad hoc e per il persistere di una cultura decisamente maschilista.

“Don’t cry, pretty girls” è una full immersion nella musica rock ungherese.
C’è una decisa contraddizione tra l’emancipazione musicale e anche di vita associata che caratterizza l’universo giovanile, e le usanze arretrate di una società ancora maledettamente conservatrice.

“The girl” (Hung. 1968) di Marta Meszaros, che ritrae una ragazza che la vita ha fatto già diventare un cuore arido. Cresciuta in un orfanotrofio, la ricerca di sua madre le porterà un grande vuoto interiore.